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Le Chiese La Chiesa di Sant'Angelo ha radici profonde e singolari. Le due chiese, la Matrice e del Carmelo, piuttosto grandi, hanno storia e tradizioni legate alle origini e ai primi sviluppi del Comune. Ampliate ed abellite nel XVIII sec., esistevano, in forme e dimensioni differenti delle attuali, ma negli stessi posti, nel sec. XVII. I due gruppi, per quasi due secoli, si mantennero distinti e pare abitassero anche in due distinti quartieri. Chiesa Matrice La facciata principale della Matrice, d'impianto retto e squadrato della tradizione cinquecentesca, è sobria espressione del tardo barocco di metà sec. XVIII. si presenta con un suo fascino per la simmetria degli elementi architettonici, per gli ornati che incorniciano il portale e gli ingressi laterali, per l'armonia dell'insieme reso gradevole anche dal colore ambrato della pietra locale. Sopra il portale spicca lo stemma di Sant'Angelo Carmelitano. Scolpito, a mezzorilievo, su cinque blocchi della stessa pietra della facciata e ben incasellato nella lunetta su fondo di scudo a cartella irregolare, evidenzia il pugnale e la palma simboli del martirio del Santo.
La chiesa Matrice, a tre navate, è a pianta basilicale con volta a botte lunettata al centro e volticine a crociera sulle navatelle. Imponenti colonne in muratura, lisce del tipo dette tuscaniche, sostengono ampi archi a tutto sesto e dividono la navata centrale dalle laterali fino al presbiterio. Esse si innalzano da una solida base a cubo fino ai capitelli dorici che sorreggono gli archi con i sovrastanti cornicioni su cui poggiano le vote. La volta a botte della navata centrale è elegantemente ritmata dalle vele che ospitano le finestre, quattro per ogni lato. A spezzare la monotonia della volta centrale interviene la cupola sferica, sopra l'area riservata ai fedeli a limite del presbiterio, sul quale continua la volta a botte. Il presbiterio, in ciascuna navata, è rialzato di tre gradini e separato, dalla parte riservata ai fedeli, da balaustre m marmi policromi. Il tutto in un gioco di volumi e in una rigorosa divisione dello spazio in cui ormai la preziosità, il dinamismo e la fantasia barocca hanno ceduto alla geometricità e ai canoni estetici del neoclassicismo. L'altare maggiore, dedicato a Sant'Angelo, e il presbiterio, come si osservano oggi, sono quelli risultanti dagli interventi della fine del settecento.
Chiesa S.Maria d'Itria o del Carmine Si ha notizia dell'esistenza della chiesa già nel 1604, allorché una bolla vescovile confermava la confraternita di Nostra Signora dell'Uria già "piantata" in Sant'Angelo nella chiesa omonima. Le poche tracce di mura, di cornicioni, della volta, di arcate e di una finestra con inferriata, visibili all'interno di un'ambiente, oggi senza tetto, sul lato est ed adiacente all'attuale chiesa, rimandano, per caratteristiche costruttive e stile, ad un edificio religioso del sec. XVI. E' quindi probabile che questi siano i resti della più antica chiesa dell'Itria. Il campanile, elegante nella sua semplicità e reso stupendo dal vissuto della pietra, evidenzia caratteri di compostezza classi-cheggiante, differenti dal portale, appunto per i diversi momenti di costruzione. Al suo interno, una scala si avvita a chiocciola fino alle campane, in un vortice di sessantadue gradini. Ricavata in blocchi di pietra locale, essa, è opera di grande abilità e di acuto ingegno. L'interno, della chiesa, ad unica navata secondo la tradizione barocca, ha cornicioni e lesene lineari e volta a botte lunettata. Gli unici elementi decorativi di rilievo si evidenziano nelle edicole laterali dove sono sistemati gli altari. In quattro compaiono colonne tortili ed elementi decorativi del tipico ornato rococò. Dello stesso stile sono i due pulpiti in legno, l'acquasantiera in pietra locale e la balaustra lignea, ornati o sostenuti da cariatidi e figure grottesche caricaturali. Il pavimento, rifatto di recente con mattoni esagonali in cono, a modello del precedente, copre una serie di cripte adibite a sepoltura fino al tardo '800. A cimitero era adibito anche lo spiazzo attorno alla chiesa.
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