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ECCO LA GRADUATORIA DEI SELEZIONATI PER IL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE (2° BANDO 2008)
Note esplicative :
Per la valutazione dei candidati La commissione esaminatrice si è avvalsa dei criteri stabiliti dalla Determinazione del Direttore Generale dell’UNSC del 30 giugno 2002.

AVVISO
N.B I candidati idonei selezionati dovranno produrre entro e non oltre le ore 12.00 di giovedì 13 Novembre 2008 il certificato medico attestante l’idoneità allo svolgimento del servizio civile nazionale ai sensi della L.64/01.
La certificazione andrà consegnata all’ Ufficio Protocollo del Municipio
Tutti i candidati idonei selezionati presteranno servizio civile  presso le sedi accreditate del Comune di Sant’Angelo Muxaro via Pizzo Corvo 33.

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Feste e Sagre

Epifania 

ImageDivenuto ormai l’appuntamento di punta non solo per i santangelesi, ma anche per quanti amano andare in giro per sagre e manifestazioni tipiche siciliane. In questo giorno rivive il mondo della pastorizia e dei lavori umili di queste valli; di quei lavori, cioè, eseguiti ancora con le mani maestre e sapienti dei pastori e dei contadini di questi posti dimenticati, ma che sanno ancora esprimere forti sapori antichi. Ci si sveglia di buon mattino al suono delle campanelle delle pecore che girano per le strade del paese, mentre in piazza si inizia a preparare la ricotta proprio come si faceva una volta: su tre grossi blocchi di pietra viene appoggiata una grande pentola che bolle sopra della legna accesa e sotto l’occhio vigile del pastore che mescola ininterrottamente. La piazza viene pervasa da fumi, odori e sapori e quando la ricotta è pronta, visitatori possono avvicinarsi per assaggiarla. Intanto, fanno ingresso in paese i cavalli per la tradizionale sfilata. Per la gente del posto ormai avere un cavallo da addobbare a festa e cavalcare in questo giorno e qualcosa di unico, di irrinunciabile, qualcosa di cui andar fieri tutto l’anno in attesa della manifestazione prossima. Nel primo pomeriggio giungono in paese “Nardu e Ribberiu”, due pastori in costume tradizionale che portando in giro per il paese il loro asino e il loro gregge, danno vita ad una farsa comica: un susseguirsi di, insulti, cadute, scenette grottesche, liti sotto gli occhi infastiditi del loro padrone,”U Camperi”. Dopo aver girato le vie del paese si ritorna in piazza, dove i due pastori, finiti i mestieri della giornata, provano ad andare a letto, ma sono svegliati dall’angelo del Signore per annunciare loro che in una povera capanna è nato il Bambin Gesù. Più tardi, la rappresentazione sul palco dell’Erodiade, con il Tiranno Erode che vorrebbe uccidere il Bambino Gesù, con i Re magi che dall’Oriente vengono in cerca del Messia seguendo la stella cometa e con tanti altri personaggi. La serata si conclude passeggiando tra bancarelle assaggiando prodotti tipici, grigliate di carne e con spettacoli musicali.

 

San Giuseppe

ImageSi festeggia il 19 di marzo d’ogni anno in onore appunto a San Giuseppe. La manifestazione è anche identificata come festa dei cosiddetti “Cannistri”, costruzioni di legno ricoperte di fiori e doni (pane, pasta, arance, vino e tante altre cose ancora). Il giorno della festa le famiglie che hanno fatto voto a San Giuseppe o che hanno chiesto una grazia, invitano presso le loro case i così detti “mmitati”, vale a dire gli invitati, scelti tra la gente più bisognosa del paese offrendo loro un gran pranzo fatto d’ogni ben di Dio: pasta fatta in tantissimi modi, frittate, dolci, tra cui la tipica “Pignolata”.
Alla fine del pranzo, gli invitati ricevono in dono dalle famiglie confezioni di pasta, caffè, farina, uova, frutta dolci e tutto ciò che è rimasto del pranzo dato che le innumerevoli portate non vengono del tutto esaurite. ImageNello stesso giorno tre famiglie che hanno preparato i “Cannistri” offrono a tre persone, un uomo, una donna e un bambino, il pranzo che sarà consumato nella Piazza Umberto I°, su di un palchetto e sotto gli occhi di tutta la cittadinanza. A fine pranzo si snoda per le vie del paese la processione col Santo. Durante il percorso la gente fa delle offerte in denaro e le banconote vengono attaccate con spilli all’abito dello stesso Santo al grido di “Viva il Patriarca San Giuseppe”.

 

Venerdì Santo

ImageLa ricorrenza del Venerdì Santo affonda le sue radici in una tradizione lontana da sempre rispettata. In particolare “L'Incontro” nella Piazza Umberto tra la statua della Madonna Addolorata e quella di Gesù Nazareno, rappresenta un momento suggestivo e commovente a cui partecipa tutta la popolazione. Alle quindici circa la folla dei fedeli si riunisce nella Matrice per l'adorazione della Croce, poi esce in processione e si divide in due gruppi: uno al seguito della statua di Gesù Nazareno che porta una grande croce di legno; l'altro dietro la statua dell'Addolorata avvolta in un manto nero. Entrambe le statue sono portate a spalla da un gruppo di sei uomini ciascuno. Al centro della processione vestite di bianco, " i Virgineddi" che recano in mano cestini di fiori, da spargere ai piedi della croce, e i simboli della passione: i chiodi, la corona di spine e la Santa Sindone (il lenzuolo). Attraverso due percorsi diversi si arriva contemporaneamente in Piazza Umberto dove i portatori si piegano fino ad inginocchiarsi, in modo che la Madonna possa baciare il Figlio. Avvenuto l'incontro, si procede attraverso la Via Libertà verso il Calvario, dove tra canti e preghiere si commemora la scena della Crocifissione sotto lo sguardo addolorato della madonna. Da questo momento, la gente non lascia mai da sola la salma di Gesù, adorandola fino a tarda sera. Intanto, in ogni casa situata lungo l'itinerario processionale si aprono, si illuminano e si abbelliscono balconi e finestre con le migliori coperte. L'ultima processione del Venerdì Santo è quella del Cristo Morto che, deposto dalla Croce, viene messo nella “Vara” (una bellissima urna di vetro addobbata all'esterno con luci e con una palma intrecciata, all'interno degli angioletti e un materassino bianco ricamato). L’Urna illuminata viene portata in spalla da uomini incappucciati con a seguito la statua della Madonna Addolorata. La processione della sera che è un corteo di lampioncini e candele; inizia alle ventuno partendo dal calvario e procede molto lentamente verso la chiesa madre, mentre la banda suona musica funebre e degli uomini, in tappe stabilite, intonano in siciliano il lamento, un canto corale ricco di elementi greci,arabi, e sintesi delle varie culture susseguitesi in Sicilia, rievocando il dramma di Cristo. La processione ritorna, così al punto da cui era partita nel primo pomeriggio, cioè alla chiesa Matrice, dove viene lasciata l'urna col Cristo tra preghiere meditazioni e canti dei fedeli in veglia.